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La nuova disciplina europea dei contratti di trasferimento di tecnologia

Il 1 ° Maggio 2014 è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo in materia di accordi di trasferimento di tecnologia.

Contesto normativo
L’art. 101 (1) del Trattato FUE dispone l’incompatibilità con il mercato interno gli accordi tra imprese che abbiano effetti restrittivi per la concorrenza.
Tuttavia l’art. 101 (3) prevede eccezioni a tale divieto per talune categorie di accordi che contribuiscono a migliorare la produzione o la distribuzione di prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico.
Rientrano in tale categoria gli accordi di trasferimento tecnologico, ossia i contratti di licenza che hanno per oggetto la cessione o la licenza di diritti di proprietà intellettuale (marchi, brevetti o know-how).

Le condizioni che debbono essere osservate dalle imprese al fine di poter usufruire dell’esenzione di cui all’art. 101 (3) sono stabilite nel Regolamento Europeo n. 316 del 21 Marzo 2014, che sostituisce il regolamento n. 772/2004, scaduto in data 30 Aprile 2014.
Il nuovo Regolamento riprende la struttura e gli elementi fondamentali del precedente, ma presenta rispetto ad esso alcune novità importanti.

Le quote di mercato rilevanti
Il Regolamento condiziona la legittimità degli accordi di trasferimento di tecnologie alla circostanza che le quote di mercato delle imprese contraenti non superino, sommate tra loro, una certa soglia (20% per le imprese concorrenti e 30% per imprese non concorrenti).
Qualora le quote di mercato delle imprese contraenti dovesse superare nel loro complesso tali limiti, l’accordo non potrà godere dell’esenzione di cui all’art. 101 (3) e dovrà conseguentemente essere considerato nullo.

In relazione al tema delle quote di mercato, la novità, rispetto al precedente Regolamento 772/2004, sta nella definizione di “mercato rilevante” che, nel nuovo Regolamento è dato dalla combinazione tra il mercato relativo ai prodotti e/o alle tecnologie oggetto del contratto di licenza ed il mercato geografico in cui ciascuna delle imprese opera, anche in relazione ad altri prodotti o tecnologie.

Clausole escluse dall’esenzione
L’art. 5 del Regolamento prevede clausole che sono comunque escluse dall’esenzione e sono quindi da considerarsi certamente nulle. Si tratta, in particolare, delle clausole con le quali il licenziatario si obbliga a concedere al licenziante una licenza esclusiva, o comunque a cedere, sui diritti di sfruttamento dei c.d. “improvements” ossia i perfezionamenti o le nuove applicazioni della tecnologia sotto licenza.

Altra clausola considerata nulla è quella con la quale viene precluso al licenziatario la possibilità di contestare la validità dei diritti di proprietà intellettuale oggetto di licenza, fatta salva in ogni caso la possibilità di inserire nell’accordo clausole di cessazione anticipata del contratto nell’ipotesi in cui il licenziatario contesti la validità di uno qualsiasi dei diritti tecnologici sotto licenza.

Ambito di applicazione Il divieto di cui all’art. 101 (1) opera soltanto in relazione agli accordi di trasferimento della tecnologia che contengono restrizioni della concorrenza. L’applicazione del Regolamento viene invece espressamente esclusa nell’ipotesi di licenze concesse nell’ambito di accordi di ricerca che sono sottoposte all’applicazione del Regolamento 1217/2010; ovvero nell’ambito di accordi di specializzazione, sottoposte al Regolamento n. 1218/2010.
Per utleriori informazioni in merito al Regolamento Europeo 316/2014 o per ricevere una copia del Regolamento, scrivetemi: m.fusco@eunomiastudio.it

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