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Il nuovo utilizzo di un dispositivo medico già brevettato

In ambito farmaceutico è possibile utilizzare una medesima sostanza per diverse finalità terapeutiche e, in tal caso, ricorrendone i presupposti, richiedere più brevetti in relazione alla medesima sostanza, ossia un brevetto per ciascun diverso utilizzo della stessa sostanza per diverse indicazioni terapeutiche.

Nel mondo dei dispositivi medici questo non è possibile; pertanto se un certo dispositivo è stato brevettato in relazione ad un determinato utilizzo e successivamente viene scoperta una nuova forma di utilizzazione dello stesso dispositivo, non sarà possibile ottenere un nuovo brevetto in relazione a tale nuovo ed ulteriore utilizzo.

E quanto stabilito con sentenza resa in data 24 Ottobre 2014 (caso n. T 0773/10) dalla Commissione del ricorso dell’Ufficio Brevetti Europeo, la quale ha confermato una decisione della Commissione della divisione d’esame; in particolare, la Commissione del ricorso ha statuito il principio in base al quale in presenza di un dispositivo per il quale sia stato già ottenuto un brevetto, non è possibile richiedere un ulteriore brevetto in relazione ad un nuovo ed ulteriore utilizzo del medesimo dispositivo medico.

Nel caso esaminato il richiedente aveva presentato una domanda di brevetto in relazione ad una membrana per emodialisi, da utilizzarsi nel trattamento del mieloma multiplo.
La domanda era stata respinta dalla Commissione d’Esame sul presupposto che al caso in esame non potesse applicarsi la disposizione di cui all’art. 54.4 della Convenzione di Monaco, la quale statuisce la brevettabilità “…..di una sostanza o di una composizione compresa nello stato della tecnica per la realizzazione di un metodo di cui all’art. 53 capoverso c) a patto che la loro utilizzazione per uno qualsiasi di questi metodi non sia compresa nello stato della tecnica”.

La Commissione d’esame ha dunque attribuito rilevanza alla formulazione letterale dell’art. 54.4, ritenendo che la stessa autorizzi la concessione di un ulteriore brevetto per un nuovo utilizzo di una sostanza o di una composizione di sostanze ma non per il nuovo utilizzo di un prodotto biomedicale. In altre parole, secondo la Commissione la disposizione in esame è applicabile soltanto alle sostanze (o composizione) ma non ad un ritrovato biomedicale già noto.

Per ulteriori approfondimenti o per ricevere una copia della sentenza in commento scrivete a: m.fusco@eunomiastudio.it

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