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Isole Minori: l’ARERA ha ricevuto le osservazioni dei soggetti interessati. Si attende la delibera

Abstract

In data 1° marzo 2018 è stato pubblicato dall’ARERA (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) il documento di consultazione 115/2018/R/efr, con il quale si illustrano i primi orientamenti in merito alla definizione della remunerazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché le modalità di ritiro dell’energia elettrica immessa in rete nelle piccole isole italiane.

Tale documento si pone in attuazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico approvato il 14 febbraio 2017 (denominato anche “Decreto”), e pubblicato in gazzetta il 18 maggio 2017.

Le isole minori coinvolte dal provvedimento ministeriale sono quelle che hanno una superficie superiore a 1 kmq, sono localizzate a più di 1 km dal continente e hanno una popolazione residente di almeno 50 persone. Si tratta di Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa, Linosa e Capri.

I soggetti interessati erano invitati a far pervenire all’Autorità le proprie osservazioni entro il 3 aprile 2018. Scaduto il termine per la consultazione si attende, quindi, la pubblicazione della Deliberazione da parte dell’Autorità che dovrebbe avvenire a breve.

Di seguito una breve analisi della disciplina.

Le proposte del Decreto 14 febbraio 2017

Il Decreto è stato varato con l’intento di individuare le disposizioni per la progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse tramite energia prodotta da fonti rinnovabili, stabilendo gli obiettivi quantitativi del fabbisogno energetico, gli obiettivi temporali e le modalità di sostegno degli investimenti necessari.

L’obiettivo è quello di realizzare, su ciascuna delle (circa) venti isole coinvolte nel progetto, l’installazione di impianti per la produzione di energia derivante da sorgenti termiche e da fonti rinnovabili.

Il Decreto prevede da un lato un piano di incentivi per le energie rinnovabili da finanziare mediante la componente tariffaria UC4, e dall’altro un programma di remunerazione stabile che consenta la programmazione economica degli investimenti sulle isole minori.

Per quanto riguarda la remunerazione dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, il Decreto prevede due diverse tipologie di remunerazione, rispettivamente per gli impianti di immissione (totale o parziale), e per gli impianti di autoconsumo. Per i primi è riconosciuta, per ogni KWh di produzione netta, una remunerazione dalla data di entrata in esercizio dell’impianto comprensiva del valore dell’energia per le sole produzioni realizzate da soggetti diversi dai gestori.

Per questi impianti la remunerazione è commisurata al costo del combustibile risparmiato per il minor consumo di energia elettrica efficientemente prodotta (art. 4, lett. b)). Per gli impianti di autoconsumo è riconosciuta per ogni kWh prodotto e autoconsumato una remunerazione, aggiuntiva al valore dell’energia autoconsumata, che tenga conto delle remunerazioni di cui alla lettera b) (art. 4, lett. c)).

Stando a quanto previsto dall’art. 7 del Decreto, tale remunerazione non è cumulabile con altri incentivi nazionali in conto energia (fermo restando il diritto di accesso agli incentivi nazionali e locali per l’efficienza energetica di cui al decreto interministeriale 16 febbraio 2016).

Il Decreto stabilisce che vengano previsti dei valori minimi, riconosciuti a prescindere dal costo del combustibile risparmiato per il minor consumo di energia elettrica efficientemente prodotta (in modo da evitare che in caso di eccessivo calo del prezzo non si realizzino gli interventi), e dei valori massimi, prescindenti dal medesimo costo del combustibile risparmiato. Ciò posto, il Decreto rimanda alle Autorità competenti la determinazione precisa delle varie componenti.

Lo scopo del Decreto, dunque, è proprio quello di incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, con lo scopo di ridurre gli sprechi e l’inquinamento e di aumentare l’indipendenza energetica delle isole non interconnesse.

Lo sviluppo successivo: la delibera AEEGSI del 7 settembre 2017

In data 7 settembre 2017 l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico ha adottato una delibera con l’intento di avviare il procedimento per l’adozione di provvedimenti dell’Autorità ai fini dell’implementazione del Decreto. Lo scopo di tale delibera è quello di dare avvio al procedimento che porti al raggiungimento della copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse. Tale avvio si è realizzato mediante la concessione di un mandato alla Direzione Mercati Energia all’Ingrosso e Sostenibilità Ambientale dell’Autorità, nonché al Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling dell’Autorità, al fine di porre in essere le azioni necessarie all’’attuazione del Decreto, ciascuno entro le proprie competenze, tramite la previsione degli step necessari per determinare le competenze delle varie Autorità chiamate in causa e per favorire la collaborazione di queste con i soggetti esperti del settore.

Trascorsi 5 mesi da tale deliberazione, l’ARERA ha quindi provveduto a pubblicare un Documento per la consultazione, il n. 115/2018/R/EFR.

Il Documento per la consultazione 115/2018/R/EFR

In data 1° marzo 2018 è stato approvato il documento di consultazione 115/2018/R/EFR che racchiude i primi orientamenti in merito alla definizione della remunerazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili di nuova realizzazione (o oggetto di riattivazione), ed in relazione alle modalità di ritiro dell’energia elettrica immessa nella rete isolana. Questo provvedimento incarna l’intento di dare attuazione al Decreto, per quanto di competenza della sua autorità emanatrice.

Quanto agli impianti di produzione di energia elettrica, il documento non prevede novità particolari sulle condizioni per l’accesso alla nuova remunerazione, ed infatti l’ARERA nel documento fa riferimento ai requisiti già previsti dai decreti di incentivazione vigenti sul nostro territorio, indicando il GSE quale soggetto deputato alla loro verifica.

Riguardo alle condizioni per la connessione degli impianti di produzione alla rete elettrica e per la misura, l’autorità ha ritenuto di non dover aggiungere nulla di più a quanto già in vigore. Stessa soluzione viene proposta per quanto concerne le condizioni per il ritiro dedicato e lo scambio sul posto, nelle more della deroga di cui all’articolo 44 della direttiva 2009/72/CE.

Quanto al punto di centrale importanza della remunerazione, il documento scende un po’ più nel dettaglio, indicando alcuni possibili criteri per la determinazione e l’erogazione. In primis si prevede che l’energia elettrica immessa in rete e remunerata ai sensi del Decreto possa essere ritirata dal GSE. Sulle tariffe, stando a quanto previsto nel Decreto, si indica quale ammontare per la tariffa base unitaria un valore che sia pari al costo evitato efficiente, entro i limiti di un valore minimo e un valore massimo indicati per taglia. Tali valori, minimo e massimo, vengono al momento definiti solo con riferimento agli impianti fotovoltaici, essendo quelli che con maggiore probabilità verranno realizzati sulle isole: la remunerazione che ne deriva risulta comunque applicabile a qualunque impianto alimentato da fonti rinnovabili.

In tale documento per la consultazione viene fornita anche una soluzione alternativa a quella appena illustrata, che però non tiene conto delle fluttuazioni del costo evitato efficiente. Secondo questa alternativa, la “tariffa base” dovrebbe rimanere invariata durante il periodo di remunerazione, e sarebbe quantificabile in base alla media aritmetica dei valori minimi e massimi (i quali, una volta definiti in funzione della data di entrata in esercizio dell’impianto, è previsto che rimangano invariati per tutto il periodo della remunerazione).

Nelle scorse settimane sono pervenute all’Autorità tutte le osservazioni e le proposte sul tema, e si attende ora solo la pubblicazione della Deliberazione.

L’interesse sulla portata degli incentivi è assai acceso, soprattutto perché ad oggi non sembrano essere particolarmente valorizzati gli impianti di autoconsumo rispetto a quelli di immissione, ma prima di veder mettere un punto sulla questione è opportuno attendere i rimanenti interventi delle autorità competenti chiamate in causa, tra cui il Ministero per lo Sviluppo Economico che dovrà stabilire, avvalendosi di RSE e sentita l’Autorità, i requisiti minimi dei due Progetti integrati innovativi pilota previsti dal Decreto, le relative modalità di selezione, di realizzazione e di monitoraggio delle prestazioni, nonché le spese ammissibili e le modalità di consuntivazione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’autore.

 

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