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Impianti da fonti rinnovabili incentivati: ridotte le sanzioni del GSE

Il 2 novembre 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n. 257 del 02-11-2019) e il giorno seguente è entrata in vigore la legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali.

Dopo diversi appelli da parte delle associazioni di categoria, sono state sostanzialmente ridotte le sanzioni applicabili dal GSE in caso di accertamento di violazioni su impianti da fonti rinnovabili incentivati.

Di seguito un riepilogo delle principali modificazioni apportate all’articolo 42, decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, disciplinante i controlli e le sanzioni in materia di incentivi nel settore elettrico e termico.[1]

  • 1. Regola generale: decurtazione tra il 10% e il 50%, nessuna decadenza dagli incentivi.

In caso di accertamento delle violazioni previste dal DM 31 gennaio 2014[2] la decurtazione deve essere comunque compresa tra il 10% e il 50% della tariffa incentivante a far data dalla decorrenza della convenzione, con ulteriore riduzione della metà in caso di denuncia spontanea al di fuori di un procedimento di verifica e controllo. Nel rispetto del principio di proporzionalità legislativamente sancito, la sanzione deve essere parametrata all’entità delle violazioni effettivamente accertate.[3]

Tale disciplina si applica a:

(i) impianti realizzati e in esercizio che siano oggetto di procedimenti amministrativi in corso;

(ii) su richiesta dell’interessato, impianti realizzati e in esercizio che siano stati destinatari di provvedimenti di decadenza dagli incentivi e che siano oggetto di procedimenti giurisdizionali pendenti ovvero non definiti con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore del decreto (i.e. 3 novembre 2019), compresi i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica per i quali non sia intervenuto il parere del Consiglio di Stato. In tal caso, la richiesta dell’interessato equivale ad acquiescenza nonché a rinuncia all’azione, con conseguente tacitazione di qualsiasi pretesa.

  • 2. Moduli non certificati o con certificazioni non conformi: decurtazione del 10% per impianti FV 1-3 kW.

Nel caso in cui sia accertata l’installazione di moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento su impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 1 kW e 3 kW, la decurtazione deve essere comunque del 10% della tariffa incentivante a far data dalla decorrenza della convenzione, fermo restando l’annullamento degli eventuali premi percepiti in virtù di certificazioni risultate non conformi.

Tale disciplina si applica – oltre che agli impianti che siano oggetto di procedimenti amministrativi in corso ovvero di procedimenti giurisdizionali pendenti – con effetti retroattivi anche agli impianti ai quali, in forza della normativa previgente, sia già stata applicata la decurtazione del 30%.

  • 3. Moduli non certificati o con certificazioni non conformi: decurtazione del 10% per impianti FV > 3 kW.

Nel caso in cui sia accertata l’installazione di moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento su impianti fotovoltaici di potenza > 3 kW, la decurtazione deve comunque essere del 10% della tariffa incentivante a far data dalla decorrenza della convenzione, fermo restando l’annullamento degli eventuali premi percepiti in virtù di certificazioni risultate non conformi.

Tale disciplina si applica – oltre che agli impianti che siano oggetto di procedimenti amministrativi in corso ovvero di procedimenti giurisdizionali pendenti – con effetti retroattivi anche agli impianti ai quali, in forza della normativa previgente e subordinatamente alla presentazione di apposita istanza,[4] sia già stata applicata la decurtazione del 20%.

  • 4. Quadro sinottico.
Casistica Ante conversione del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101 Post conversione del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101
Violazione rilevante ai sensi del DM 31 gennaio 2014 Decurtazione della tariffa incentivante tra il 20% e l’80% a seconda dell’entità della violazione dalla data di decorrenza della convenzione

(ulteriore riduzione di 1/3 in caso di denuncia spontanea)

Decurtazione della tariffa incentivante tra il 10% e il 50% a seconda dell’entità della violazione dalla data di decorrenza della convenzione

(ulteriore riduzione della metà in caso di denuncia spontanea)

Impianti FV 1 – 3 kW

Moduli non certificati o con certificazioni non conformi

Decurtazione del 30% della tariffa incentivante dalla data di decorrenza della convenzione, oltre annullamento delle eventuali maggiorazioni Decurtazione del 10% della tariffa incentivante dalla data di decorrenza della convenzione, oltre annullamento delle eventuali maggiorazioni

(applicabile anche agli impianti a cui è stata applicata la decurtazione del 30%)

Impianti FV > 3 kW

Moduli non certificati o con certificazioni non conformi

Subordinatamente alla presentazione di apposita istanza, decurtazione del 20% della tariffa incentivante dalla data di decorrenza della convenzione, oltre annullamento delle eventuali maggiorazioni Subordinatamente alla presentazione di apposita istanza, decurtazione del 10% della tariffa incentivante dalla data di decorrenza della convenzione, oltre annullamento delle eventuali maggiorazioni

(applicabile anche agli impianti a cui è stata applicata la decurtazione del 20%)

 

[1] In sede di conversione del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, sono state approvate le seguenti modificazioni all’articolo 42 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28: a) al comma 3, le parole: “tra il 20 per cento e l’80 per cento” sono state sostituite dalle seguenti: “fra il 10 e il 50 per cento” e le parole: “ridotte di un terzo” sono state sostituite dalle seguenti: “ridotte della metà”; b) al comma 3-quater, le parole: “del 30 per cento della tariffa incentivante” sono state sostituite dalle seguenti: “del 10 per cento della tariffa incentivante” ed è stato aggiunto il seguente periodo: “La decurtazione del 10 per cento della tariffa incentivante si applica anche agli impianti ai quali è stata precedentemente applicata la decurtazione del 30 per cento, prevista dalle disposizioni previgenti”; c) al comma 4-bis, le parole: “del 20 per cento della tariffa incentivante” sono state sostituite dalle seguenti: “del 10 per cento della tariffa incentivante” ed è stato aggiunto il seguente periodo: “La decurtazione del 10 per cento della tariffa incentivante si applica anche agli impianti ai quali è stata precedentemente applicata la decurtazione del 20 per cento, prevista dalle disposizioni previgenti”.

[2] Ministero dello Sviluppo Economico, Decreto 31 gennaio 2014 (GU Serie Generale n. 35 del 12-02-2014).

[3] Si attende ancora la definizione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, delle violazioni che danno luogo a decurtazione dell’incentivo, così come prevista dall’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.

[4] Al fine di ottenere la decurtazione del 10% il Soggetto Responsabile deve comprovare: (i) di aver intrapreso le azioni consentite dalla legge nei confronti dei soggetti responsabili della non conformità dei moduli; (ii) la sostanziale ed effettiva rispondenza dei moduli installati ai requisiti tecnici e la loro perfetta funzionalità e sicurezza.

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